Dal porta a porta al supermercato, con più tempo per comprare l’esperienza diventa valore
“Compra meno, scegli bene, fallo durare”: la frase ha più di venti anni ormai, la disse la stilista britannica Vivienne Westwood per il suo Manifesto di Climate Revolution, per una moda antitesi al fast fashion imperante.
Oggi abbiamo acquisito una maggiore sensibilità sulla moda a basso costo sapendo cosa c’è dietro quell’illusione di risparmio in termini di salario dei lavoratori e inquinamento ambientale e il concetto opposto ossia la slow fashion, una moda etica e consapevole fatta per durare ed essere pagata il giusto si è ampliato anche ad altri settori.
Lo slow shopping è trasversalmente dall’America all’Europa quasi un movimento. L’idea è di pensarci due volte prima di acquistare, evitare di comprare impulsivamente sapendo che se un oggetto, un bene, non ci è utile davvero o non è ‘su misura’ diventa molto probabilmente un qualcosa di inutile che ingombra le nostre case e ci ha in sostanza fatto buttare soldi oltre che diventare un tema da smaltimento ecologico. Se la logica del fast shopping è quella dell’iperproduzione e dell’iperconsumo, basso costo e bassa qualità (oltre a quel che di gravissimo significa da un punto di vista umano e ambientale), lo “slow shopping” privilegia la qualità e la durata, tenendo sempre conto del tempo di ogni lavorazione, del lavoro che ci sta dietro e del fatto che ci accompagnerà a lungo perchè utile e funzionale ( ecco dove sta il suo valore). E’ un concetto di consumo che implica un cambiamento nella scala di valori e atteggiamenti, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale e dell’uso delle risorse naturali, sia dello sviluppo economico e progresso sociale.
Il consumismo e lo spreco sono fenomeni tipici delle nostre società industrializzate. Acquistiamo beni di consumo in modo indiscriminato, sedotti dal marketing che ci fa appare reali bisogni che sono fittizi, con il risultato, a parte di svuotarci le tasche, di andare verso l’esaurimento di risorse naturali e alimentare un vero e proprio sistema. Il consumismo è un fenomeno davvero globale con una storia più antica di quello che possiamo immaginare e un futuro in evoluzione come raccontato nel monumentale L’impero delle cose di Frank Trentmann (Einaudi).
Qualità, esclusività e sostenibilità sono i fattori che vale la pena considerare al momento di decidere il nostro prossimo acquisto. Lo shopping lento può eliminare l’acquisto impulsivo e può aiutare noi consumatori a decidere se c’è davvero bisogno di acquistare un determinato prodotto o meno. E significa anche tempi lenti di acquisto, senza ansie da accaparramento, senza stress, pensando e ripensando se ne valga la pensa senza essere condizionati dall’offerta che sta scadendo o dal prodotto che sta esaurendo. Questo potrebbe spiegare anche la fortuna delle vendite dirette porta a porta che…ARTICOLO COMPLETO su ANSA.it
