Second quarter in direct selling

tratto da worldofdirectselling

Il secondo trimestre del 2025 restituisce un’immagine a due velocità per il canale del direct selling. Alcuni operatori migliorano prospettive e marginalità grazie a innovazione di prodotto e canali digitali; altri restano sotto pressione per il calo della rete, ristrutturazioni in corso e mercati chiave più deboli. Di seguito una rassegna dei risultati e degli orientamenti strategici di sette gruppi internazionali.

Herbalife

La società chiude il trimestre con vendite pari a 1,3 miliardi di dollari, in calo dell’1,7% rispetto al Q2 2024 e in prossimità del valore mediano della guidance (intervallo compreso tra -3,5% e +0,5%). A livello geografico, EMEA è stabile; si registrano contrazioni contenute in America Latina (-0,7%), Asia-Pacifico (-1,9%), Cina (-2,1%) e Nord America (-3,8%). Il management segnala una trasformazione in corso con progressi graduali; per il Q3 2025 prevede un intervallo di crescita compreso tra +0,5% e +4,5%, mentre per l’intero esercizio la forchetta passa a -1,0% / +3,0% (da -2,5% / +2,5%). A luglio è stata riportata una crescita dei volumi su base annua a livello globale e, in Nord America, il primo mese di ripresa dei volumi anno su anno dal aprile 2021. Nello stesso mese sono stati presentati MultiBurn, integratore multifunzionale per il controllo del peso, e la beta di Pro2col, piattaforma digitale affiancata da un integratore per la longevità sana.

Medifast (OPTAVIA)

I ricavi del secondo trimestre scendono del 37% a 106 milioni di dollari (da 169 milioni nel Q2 2024). La dinamica è attribuita soprattutto alla riduzione degli active OPTAVIA coaches, pari a 22.800 unità (-33%), in un contesto di minore acquisizione clienti. La società afferma di essere focalizzata su iniziative mirate a riattivare crescita e produttività della rete, mantenendo disciplina finanziaria. Per il Q3 2025 viene indicata una forchetta di 70–90 milioni di dollari (contro i 140 milioni del Q3 2024) e viene preannunciato un prossimo avanzamento scientifico a supporto del posizionamento sul benessere metabolico.

Natura

I ricavi netti consolidati del trimestre ammontano a 5,7 miliardi di real brasiliani (circa 1 miliardo di dollari), in diminuzione dell’1,7% rispetto all’anno precedente. La performance è sostenuta dalla crescita a doppia cifra di Natura Brasile (+10,3%) e dal progresso del marchio Natura nei mercati ispanici, mentre pesa la debolezza di Avon in Brasile (-12,9%) e nel resto dell’America Latina (-13,6%). La base media dei consulenti si riduce del 6,4% anno su anno (Brasile -3,2%, mercati ispanici -9,7%). Prosegue l’integrazione “Wave 2” tra Natura e Avon, implementata in Messico a maggio e in Argentina a luglio; il completamento è previsto entro fine 2025 con ultimi investimenti in sistemi e semplificazioni per migrare il brand Avon sull’infrastruttura IT di Natura. Avon International resta classificata come attività destinata alla vendita, con la ricerca di opzioni strategiche in corso. Il 1° luglio è stato inoltre comunicato il completamento della fusione di Natura &Co in Natura Cosméticos S.A.

Nature’s Sunshine Products

I ricavi crescono del 4% a 115 milioni di dollari (da 111 milioni). Per area, si registra Asia +5%, Nord America +4%, Europa +1% e America Latina -1%. In evidenza il Giappone, con vendite in aumento del 27% e il migliore trimestre per il Nord America da oltre un anno. La società segnala una buona trazione del canale digitale e dei programmi di spedizione ricorrente; la guidance 2025 sui ricavi viene alzata a 460–475 milioni di dollari (da 445–470 milioni), corrispondente a una crescita dell’1–5% su base annua.

Nu Skin

Le vendite trimestrali sono pari a 386 milioni di dollari, in calo del 12% rispetto al 2024, ma nella fascia alta della guidance. Per regione, Giappone +5%, Europa e Africa -8%, Americhe -14%, Sud-Est asiatico/Pacifico -16%, Cina continentale -18%, Hong Kong/Taiwan -19%, Corea del Sud -23%. Il gruppo dichiara progressi nell’allineamento della leadership commerciale per le iniziative previste tra fine 2025 e 2026 e pianifica una anteprima limitata a metà quarto trimestre del dispositivo di benessere intelligente Prysm iO. È inoltre prevista l’apertura preliminare in India nel Q4 2025, con lancio ufficiale a metà 2026 e un portafoglio localizzato che include il nuovo brand SeraNu. La guidance indica ricavi Q3 2025 tra 360 e 390 milioni di dollari e un range 2025 a 1,48–1,55 miliardi (ricavi 2024 pari a 1,73 miliardi).

Oriflame

Le vendite del secondo trimestre scendono del 10% a 133 milioni di euro (da 148 milioni), portando la variazione del primo semestre a -9%. L’area Turchia e Africa è l’unica in lieve crescita (+0,2%), mentre Europa e CSI flettono dell’8%, Asia del 19% e America Latina del 25%. Europa e CSI rappresentano il 60% dei ricavi di gruppo. La ripartizione delle categorie vede skin care al 27%, fragranze al 23%, personal e hair care al 16%, wellness e make-up entrambe al 15% e accessori al 3%. La società ha ampliato la presenza in Sudafrica all’inizio dell’anno, in collaborazione con il musicista Khuli Chana e tre influencer come founding members. Nel report si evidenziano incertezze sulla continuità aziendale legate ai risultati degli ultimi anni e alla liquidità, che il management ritiene di poter affrontare tramite misure già avviate per migliorare la performance.

USANA

Le vendite consolidate raggiungono 236 milioni di dollari, in crescita dell’11% rispetto ai 213 milioni dell’anno precedente. Il business direct-to-consumer Hiya contribuisce per 34 milioni (14% del totale), con redditività in miglioramento e oltre 200.000 abbonati mensili attivi. È stato inoltre avviato un accordo con Disney per confezioni multivitaminiche in edizioni speciali a tema. Le aree direct selling mostrano invece cali: Grande Cina -2%, Sud-Est asiatico/Pacifico -7%, Americhe ed Europa -8%, Nord Asia -13%; la Cina, con 113 milioni di dollari, rimane la regione principale.

Dai risultati emerge una divergenza tra operatori che investono su innovazione di prodotto, canali digitali e modelli di abbonamento, con miglioramenti di visibilità e resilienza, e gruppi maggiormente dipendenti dalla produttività della rete e dal reclutamento, ancora in fase di riposizionamento. Sul piano geografico, Giappone e alcune aree europee offrono segnali di solidità, mentre la normalizzazione della domanda in Cina e in parte del Sud-Est asiatico continua a rappresentare una variabile critica per più operatori.