
tratto da worldofdirectselling
Il primo trimestre del 2026 ha confermato un quadro non uniforme per il settore del direct selling. Alcune aziende hanno registrato risultati positivi grazie all’espansione digitale, alla crescita nei mercati emergenti e allo sviluppo di soluzioni legate al benessere personalizzato. Altre, invece, hanno continuato a risentire della riduzione dell’attività dei distributori, della minore domanda dei consumatori e di processi di trasformazione del modello commerciale.
Nel complesso, il periodo evidenzia una tendenza chiara: il direct selling sta evolvendo verso modelli sempre più integrati, nei quali vendita relazionale, social selling, piattaforme digitali, retail fisico e strategie omnicanale convivono all’interno della stessa struttura commerciale.
BeFra
BeFra, gruppo che comprende Betterware e JAFRA, ha chiuso il primo trimestre 2026 con ricavi netti consolidati pari a circa 3,51 miliardi di pesos messicani, in lieve crescita dello 0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La performance è stata sostenuta soprattutto dal recupero di Betterware Mexico, mentre JAFRA Mexico ha mostrato un andamento più debole.
Un elemento strategico rilevante riguarda l’operazione Tupperware in America Latina. Rispetto alla situazione iniziale, in cui l’acquisizione era ancora soggetta alle approvazioni finali, BeFra ha comunicato il completamento dell’acquisizione delle attività Tupperware Latin America il 2 giugno 2026. L’operazione rafforza la presenza del gruppo in mercati chiave come Messico e Brasile e amplia il portafoglio nel segmento casa e lifestyle.
Per il 2026, BeFra aveva indicato una previsione di ricavi compresa tra 14,8 e 15,4 miliardi di pesos messicani, specificando che tale stima non includeva ancora gli effetti della transazione Tupperware. Per questo motivo, l’evoluzione dell’operazione potrà incidere sulle prospettive successive del gruppo.
Herbalife
Herbalife ha registrato un primo trimestre positivo, con vendite nette pari a 1,3 miliardi di dollari, in crescita del 7,8% rispetto al primo trimestre 2025. Il risultato ha superato le aspettative comunicate in precedenza dalla società ed è stato favorito in particolare dall’andamento dell’Asia-Pacifico e dell’America Latina.
L’India si è confermata uno dei principali motori della crescita, con vendite trimestrali indicate a circa 275 milioni di dollari. Anche il Messico ha contribuito in modo rilevante, mentre il mercato statunitense ha subito pressioni legate anche a condizioni climatiche sfavorevoli che hanno inciso sull’attività di alcuni nutrition club gestiti dai distributori.
Sul piano strategico, Herbalife continua a investire nella nutrizione personalizzata. A marzo 2026 la società ha annunciato l’accordo per acquisire alcuni asset di Bioniq, azienda britannica specializzata in integratori personalizzati, con un valore dell’operazione pari a 55 milioni di dollari.
Medifast
Medifast ha riportato un trimestre più complesso. I ricavi del primo trimestre 2026 sono scesi a 76 milioni di dollari, in calo del 34,3% rispetto ai 115,7 milioni dello stesso periodo del 2025. La contrazione è stata attribuita principalmente alla diminuzione del numero di coach attivi.
Il numero di independent active earning coaches è sceso a 14.000, con una riduzione del 44,9% su base annua. Questo dato conferma una fase di pressione sul modello commerciale, anche se l’azienda continua a puntare sulla strategia legata alla salute metabolica e su un approccio guidato da coach.
Per l’intero 2026, Medifast prevede ricavi compresi tra 270 e 300 milioni di dollari, rispetto ai 386 milioni registrati nell’intero 2025. La società si trova quindi in una fase di transizione, nella quale la priorità sembra essere il consolidamento del modello e il miglioramento della produttività della rete.
Natura
Natura ha comunicato ricavi netti pari a 4,7 miliardi di real brasiliani nel primo trimestre 2026, in calo del 7,7% rispetto all’anno precedente. La performance è stata condizionata soprattutto dal rallentamento in Brasile e dagli effetti ancora presenti, seppure in graduale miglioramento, delle difficoltà operative in Argentina.
Il mercato brasiliano, principale area del gruppo, ha mostrato una contrazione legata alla riduzione dell’attività e del numero di consulenti. Allo stesso tempo, l’azienda ha segnalato segnali più incoraggianti in alcuni mercati ispanici e una progressiva ripresa del canale relazionale verso la fine del trimestre.
La strategia del gruppo resta orientata alla trasformazione del modello commerciale, con maggiore attenzione a canali digitali, social selling, piattaforme omnicanale e integrazione tra vendita diretta e retail. In questo contesto, il digitale rappresenta una leva sempre più centrale per sostenere produttività, coinvolgimento dei consulenti e relazione con il consumatore finale.
Nature’s Sunshine
Nature’s Sunshine ha chiuso il primo trimestre 2026 con vendite nette pari a 122,9 milioni di dollari, in crescita del 9% rispetto ai 113,2 milioni del primo trimestre 2025. La società ha inoltre registrato un miglioramento del margine lordo e dell’EBITDA rettificato.
La crescita è stata distribuita tra le diverse aree geografiche e sostenuta dall’espansione dei canali digitali, dai programmi di subscription/autoship e dall’acquisizione di nuovi clienti. Il management ha inoltre confermato l’obiettivo di lungo periodo di rafforzare la presenza digitale e di valutare nuove opportunità distributive, anche attraverso canali retail selezionati.
Per il 2026, Nature’s Sunshine ha confermato una previsione di vendite nette tra 500 e 515 milioni di dollari. Questo posizionamento evidenzia una traiettoria più solida rispetto ad altri operatori del settore, soprattutto grazie alla combinazione tra vendita diretta, digitale e fidelizzazione dei consumatori.
Nu Skin
Nu Skin ha registrato ricavi pari a 320,6 milioni di dollari nel primo trimestre 2026, in calo del 12% rispetto ai 364,5 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. La diminuzione ha interessato tutte le principali aree geografiche e si è accompagnata a un calo del numero di clienti, affiliati pagati e sales leader.
Nonostante la pressione sui ricavi, l’azienda continua a puntare sulla piattaforma di wellness intelligente Prysm iO e sull’espansione in mercati emergenti. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il posizionamento nel benessere personalizzato, integrando tecnologia, dati e prodotti nutrizionali.
Per il secondo trimestre 2026, Nu Skin prevede ricavi tra 330 e 360 milioni di dollari, mentre per l’intero anno conferma una guidance compresa tra 1,35 e 1,50 miliardi di dollari.
USANA
USANA ha riportato vendite nette pari a 250 milioni di dollari nel primo trimestre 2026, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. Tuttavia, gli utili netti sono scesi a 7,5 milioni di dollari, rispetto ai 9,4 milioni dell’anno precedente.
La società sta portando avanti una trasformazione da modello prevalentemente direct selling a piattaforma più diversificata e omnicanale nel settore salute e benessere. Il business Core Nutritional resta centrale, mentre Hiya e Rise Wellness rappresentano due ulteriori segmenti su cui costruire crescita futura.
Per il 2026, USANA ha confermato una previsione di vendite consolidate tra 925 milioni e 1 miliardo di dollari. Il dato indica una fase di stabilizzazione, con l’obiettivo di generare crescita incrementale attraverso più canali e più linee di business.
Considerazioni finali
Il primo trimestre 2026 mette in evidenza una distanza crescente tra le aziende del direct selling capaci di adattarsi rapidamente e quelle ancora impegnate in processi di ristrutturazione o riposizionamento. Le performance migliori sembrano legate a tre fattori principali: digitalizzazione, presenza nei mercati emergenti e capacità di offrire soluzioni personalizzate nel benessere.
Allo stesso tempo, il settore continua a confrontarsi con alcune criticità strutturali, tra cui il calo dell’attività dei distributori, la maggiore concorrenza dei canali retail e digitali tradizionali e la necessità di rendere il modello di vendita più flessibile e attrattivo per nuove generazioni di incaricati e consumatori.
I prossimi trimestri saranno quindi decisivi per capire quali strategie riusciranno a trasformarsi in crescita sostenibile. Omnicanalità, social selling, acquisizioni mirate e innovazione di prodotto non rappresentano più semplici opzioni, ma elementi sempre più centrali per la competitività del direct selling a livello globale.